E di EMOZIONI, IL REGNO DEL WEB

 

"Monkey On Typewriter", Quadro di T Marie Nolan

Pensiamo che per passare dalle interazioni nel web alle relazioni sia necessaria una nuova alfabetizzazione, una nuova lingua alla quale, stiamo dedicando un laboratorio interno. Dopo la lettera A di “Attenzione”, di cui abbiamo scritto un po' di tempo fa,  siamo passati alla lettera E di “Emozioni”, non perché manchino parole alle lettere, ma perché le emozioni nel web hanno, secondo noi, priorità assoluta.

Le emozioni sono il regno del web. Anche se le forme di comunicazione digitale creano un distacco emotivo dal momento che vengono meno le trame relazionali della vita quotidiana – come spiega Massimo Ammaniti, professore di Psicopatologia dello sviluppo a Roma – le relazioni che si sviluppano sempre più di frequente sui social network aprono la via alla condivisione di rapporti ed emozioni.

Le emozioni governano tutti i rapporti umani – online e offline – permettendo di aprirsi al mondo e di entrare in relazione con gli altri. Comunicare emozioni – come sostiene Roberto Palumbo, che si occupa di formazione e crescita personale – significa saper gestire lo stato d’animo proprio e altrui, interagire e relazionarsi efficacemente con l’altro, utilizzando un linguaggio ed un atteggiamento adeguati, sia razionalmente sia emozionalmente.

Le emozioni possono distruggere una relazione oppure, se ben gestite e governate, possono decretarne il successo. Nel web questo passa con l’uso delle parole o delle immagini che postiamo, ecco perché è importante diffondere l’attitudine positiva a scegliere le parole con cura e consapevolezza. A questo proposito, segnaliamo l’impegno che da anni porta avanti l’Associazione Parole O_Stili per sensibilizzare ed educare contro l’ostilità delle parole, online e offline, che ha portato all’elaborazione del Manifesto della comunicazione non ostile. Il potere delle parole: commuovono, uniscono, scaldano il cuore. Oppure feriscono, offendono, allontanano. In Rete, spesso, l’aggressività domina tra tweet, post, status e stories. È vero che i social media sono luoghi virtuali, ma è anche vero che le persone che vi si incontrano sono reali, e che le conseguenze sono reali. 

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