La comunicazione cross mediale deve passare anche dagli smartphone. Lo rivelano le nostre abitudini.


La comunicazione, in questi tempi veloci, deve far fronte a nuove sfide. Essere cross mediale diventa fondamentale, soprattutto perché  i destinatari della comunicazione stanno cambiando velocemente le loro abitudini inserendo molteplici fonti da cui attingere.

Ogni volta che facciamo un giro per strada, quanti sono gli smartphone che vengono utilizzati da tutti coloro che incrociamo?

Attualmente ci sono 6.1 bilioni di utenti attivi sugli smartphone, nel mondo.

L’industry legata alla telefonia mobile riscontra un incremento del 34% nel 2016.

Le revenue derivanti dalla pubblicità su apparecchi mobile è stimata in sorpasso rispetto alla pubblicità sui normali computer entro il 2018.

Questi dati rappresentano una sfida certa, a livello mondiale, in relazione alla comunicazione.

La domanda che ci poniamo, però, è questa: qual è il contenuto che gli utenti “consumano” maggiormente sui propri dispositivi mobili?

Il 45% del traffico dalle app è misurato in dati utilizzati dai video e le stime considerano che il traffico salirà al 60% nel corso dei prossimi quattro anni.

Facebook registra circa 4 bilioni di visualizzazioni video al giorno.

La pubblicità su mobile ha fatturato 2.6 bilioni di dollari nel 2016, pari al 70% di incremento rispetto allo scorso anno.

Per far fronte a queste nuove abitudini, è importante considerare la comunicazione non semplicmente come “storytelling” ma come “mobile storytelling”. Attraverso l’ascolto, cogliere quali sono le abitudini e le esperienze di navigazione e fruizione degli utenti e vincere il loro consenso: emozione, cuore, mente e sguardo.

Yeldr, la directory che lista tutti i business online più importanti negli Stati Uniti, pubblica un’infografica in cui, oltre ai dati espressi sopra, evidenzia come 105 milioni di utilizzatori di smartphone guardano un video almeno una volta al mese. Questo dato è in crescita del 14% rispetto al 2014.


E’ curioso, infine, il dato relativo alle ore medie di utilizzo dello smartphone suddiviso per fasce d’età. A fronte di oltre 5 ore della fascia 18-24 spicca l’ultilizzo per 2 ore al giorno della fascia d’età 45-54 largamente staccata dalle 3,4 ore della fascia oltre i 55 anni.


La riflessione finale è sui brand. Il mobile influenza la decisione di acquisto per l’80% degli utilizzatori mentre la finalizzazione dell’acquisto passa più dai tablet. Di fondamentale importanza per i brand: l’opinione del pubblico è migliore (61%) quando può usufruire di una buona esperienza su mobile.

Tendenza che può essere assimilata all'Italia secondo i dati presentati da Audiweb allo IAB Forum 2016 e consultabili qui.

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