Dove andranno gli utenti dei Social Media nel 2017?

Bella domanda: dove andranno gli utenti dei social media nel 2017?
La risposta prova a darla Newscred in un articolo che abbiamo trovato interessante. 
La sua versione originale e completa potete trovarla qui.





I punti chiave sono questi:

Facebook non è morto.
I Millenial sono ancora su Facebook, solo che utilizzano il social in modo diverso rispetto a quanto facciano gli utenti più adulti. Invece di condividere le proprie storie, preferiscono amplificare i contenuti di terze parti.

D'altra parte, l'analisi pubblicata da Newscred mette a fuoco un aspetto molto importante: negli Stati Uniti l'82% degli utenti di Facebook attivi ha un'età compresa fra i 18 e i 29 anni.

Oltre a questo, sono molto popolari - ad esempio - le condivisioni di contenuti che per le persone di questa età sono importanti. Si tratta di video divertenti o ad esempio video di ricette (alcuni dei quali hanno superato gli 80 milioni di visualizzazioni).

Rilevante anche il fatto che l'eventuale causa principale dell'abbandono del social media da parte degli utenti (sì, anche i Millenial hanno un cuore) sia ricondotta al flusso eccessivo di messaggi marketing che invade il newsfeed. 

Brutta notizia per chi volesse investire in pubblicità su Facebook? No, piuttosto un suggerimento per trattare il messaggio promozionale in altro modo (chi ha detto "native advertising"?)




Instagram sta portando risultati eccellenti nel campo della "brand awareness"

Il 97% delle campagne a pagamento su Instagram hanno generato un aumento significativo di riscontri. Si sa, da qualche tempo anche Instagram utilizza un algoritmo per le immagini che ciascun utente visualizza ed è solo questione di tempo affinché la matematica si affini sempre più secondo i gusti e le abitudini di ciascun utente.
Di recente, Sheryl Sandberg, CEO di Facebook, ha annunciato che presto su Instagram sarà possibile utilizzare gli stessi tool per la profilazione delle campagne pubblicitarie. Questo farà in modo che la così tanto sbandierata "verticalizzazione" e l'utilizzo della "comunicazione per nicchie" diventi presto una pratica fondamentale per il successo di un marchio.
In pratica, invece di concentrarsi sui grandi numeri (ad esempio quelli che possono portare a milioni le persone che vedono uno spot in TV a una data ora, ma privi di qualsiasi strumento misurabile - ossia a quanti di questi milioni di persone interessa davvero quello spot e quanti trasformeranno quella visione in un acquisto?), l'attenzione va posta sugli interessi delle persone (ovvero sarà più facile vendere un tagliaerba rivoluzionario a chi è interessato al giardinaggio e/o possiede un giardino piuttosto che indirizzare il messaggio a milioni di persone delle quali non conosciamo gli interessi e che potrebbero essere - a questo punto - addirittura annoiati dal nostro messaggio pubblicitario). Ogni cosa che pubblichiamo, commentiamo o nascondiamo sul nostro flusso di notizie è un'informazione di vitale importanza per il motore di Facebook (e per i suoi clienti). Non dimentichiamolo mai.



I video domineranno.

Le proiezioni sul mercato americano portano all' 85% la quota di ricerche relative a contenuti video entro il 2019. Non sarà infatti sfuggito nemmeno a te che anche Facebook stia insistendo moltissimo su questa forma di contenuto social.
Anche qui ci aiuta Sheryl Sandberg, affermando che entro cinque anni Facebook avrà una porzione predominante di video e questa è la direzione intrapresa dal social media più popolare (sì, quello che sta tentando di inglobare tutta internet e proprio per questo dobbiamo porre particolare attenzione affinché questo non accada).



Insomma, su qualunque piattaforma la si voglia commentare, la risposta alla domanda del titolo del post è semplice: gli utenti dei social media nel 2017 andranno a interagire con i video. Possibilmente di Facebook o di una delle realtà che Zuckerberg ha comprato e inglobato negli ultimi anni.

Ciak, si gira.