La differenza fra Pubblicità e Pubbliche Relazioni

Molto spesso capita che si faccia un po' di confusione fra la pubblciità e le pubbliche relazioni. Superficialmente, addirittua, spesso vengono intese come la medesima faccenda, ma così non è.

Tutt'altro.

Ci sono differenze, nette, fra i due mondi, tanto da costringerli a una convivenza distante.
Dove la pubblicità è pagata, là le pubbliche relazioni sono guadagnate attraverso l'esperienza e nel tempo. Anche là dove la pubblicità (di qualsiasi natura essa sia), costruisce esposizione, le pubbliche relazioni costruiscono fiducia.
La pubblicità, poi, lo sappiamo bene, rende scettici, ci si interroga sull'effettivo valore di quella comunicazione, a volte se ne prendono le distanze. In questo, e grazie all'appoggio dei media, le pubbliche relazioni vincono sia nell'immediato che sulla distanza: si sa, i media ci mettono la faccia (e il logo), quindi una volta che riprendono un contenuto che arriva da pubblche relazioni, è come se lo approvassero a loro volta. Non si permetterebbero mai di perdere la fiducia dei propri lettori.
Ovvio, là dove la pubblicità ottiene un'esposizione garantita e certa, le pubbliche relazioni funzionano in maniera diversa perché devono convincere il media della bontà e della affidabilità del contenuto che stanno proponendo (insomma, a metterci la faccia sono in due in questo caso). Allo stesso modo là dove la pubblciità permette un controllo creativo completo e totale, per quello che riguarda le PR, la versione finale di quanto proposto spetta al media che ospita il contenuto.

Altra differenza? Là dove la pubblicità è immediata nella sua natura visiva, le pubbliche relazioni utilizzano le parole, il linguaggio, e ogni parola, ogni segno di punteggiatura è calibrato e pensato (oltre che pesato).
I costi sono diversi: le pubbliche relazioni costano meno rispetto a una pubblicità.
Ma la differenza veramente importante è un'altra, pur essendo valide ed esemplificative quelle che abbiamo raccontato fin qui.

La differenza fondamentale è che dove la pubblicità ti dice "acquista questo prodotto", le pubbliche relazioni ti dicono "questo è importante".
Non è poco. 

Lo scrive Robert Wynne su Forbes e lo motiva in un lungo articolo dove entra anche nel merito del mondo digitale riflettendo su come - ad esempio - un comunicato stampa possa essere declinato sui social media, facendo ben presente che i social media non sono un contenitore in cui riversare i contenuti, ma un luogo ben segmentato in cui coesistono vari scenari, ciascuno dei quali con il proprio linguaggio che deve sempre essere tenuto presente quando si decide di condividere o amplificare un contenuto nel mondo dei "social network".

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