Tendenze: LA SCALATA AL SUCCESSO INIZIA CON LA SCELTA DEL GIUSTO ROSSETTO. LO DICE LA BOSTON UNIVERSITY


Il make up aiuta le donne ad apparire più competenti e affidabili. Questo quanto emerge da uno studio promosso da Procter&Gamble e condotto dal Massachusetts General Hospital, dalla Harvard Medical School, dalla Boston University e dal Dana-Farber Cancer Institute. 

Oggetto dello studio sono state 25 donne tra i 20 e i 50 anni, di diverse etnie, fotografate "nature" e con tre look che i ricercatori hanno definito naturale, professional e glamorous (le cavie non si sono potute vedere allo specchio per evitare che la percezione che avevano di loro stesse influenzasse gli osservatori). 

Le foto sono state mostrate ad un gruppo di osservatori, prima per 250 millisecondi - il tempo necessario per dare un giudizio d'impulso – poi per un tempo illimitato. In entrambe le misurazioni tutti i look hanno dato risultati positivi riguardo alla percezione di attrattività e competenza, mentre simpatia e fiducia variano con il tempo di osservazione e l’intensità del trucco. 

In particolare, le donne con varianti di trucco luminoso degli occhi e delle labbra erano considerate più competenti delle donne senza trucco; la nota interessante è che il giudizio positivo si estendeva anche a quelle che sfoggiavano il tipo di trucco "glamorous" che non sarebbe naturalmente associato a simile caratteristica. 

Ma il make-up può davvero influenzare l’autostima di chi lo indossa? 

Nancy Etcoff, docente di Psicologia alla Harvard Medical School e ricercatrice del Dipartimento di Psichiatria del Massachusetts General Hospital, spiega: “Abbiamo condotto un ulteriore studio su 90 donne, divise in tre gruppi: uno di controllo che utilizzava il trucco abituale, uno che non usava alcun make-up e uno che si è truccato in modo diverso per 10 giorni. Alla fine solo il gruppo che ha cambiato look ha dimostrato più fiducia nelle proprie performance e competenze, accrescendo la propria autostima”. 

Non tutti, naturalmente, sono entusiasti del risultato della ricerca. “Io non indosso trucco e non ho alcun desiderio di passare venti minuti tutte le mattine per applicarlo al viso”, ha dichiarato al New York Times Deborah Rhode, una professoressa di giurisprudenza a Stanford University e autrice del libro “The Beauty Bias” (2010), che tratta proprio di come l’apparenza fisica finisca per discriminare alcuni lavoratori. “La qualità di quello che insegno non dovrebbe dipendere dal colore del mio rossetto o dal fatto che indossi o meno del mascara”.


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